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Arte


15 febbraio 2005

Siete mai entrati dentro una mucca?

Vi siete mai sentiti tutt'uno con il suo intestino? Bè, al Museo Archeologico di Napoli, fino a qualche giorno fa lo potevate fare, e credo lo possiate ancora provare, se seguite le vicende di un'altro pazzo scatenato, una delle più importanti leve dell'arte contemporanea: tale Damien Hirst. Si guadagna il pane vendendo opere assurde a dei collezionisti giapponesi, mi fanno un pò pena.. chi vorrebbe in casa una mucca sezionata in 10 pezzi?? era già brutto quando ammazzavano il maiale e toccava per forza vederlo aperto con tutte le budelline in qua e là. Il tale è ossessionato dalla medicina, una sorta di luminista settecentesco integrato nei giorni nostri, ma non credo lo faccia per la conoscenza, artisticamente parlando verrebbe da dire, per la denuncia dei mali dei giorni nostri, ma son sicura che in questo caso sia un discorso di pazzia allo stato puro, una pazzia geniale, che ti fa provare cose che non penseresti mai, ma che sostanzialmente e in parole povere: mi fa proprio schifo. Altrettanto?




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15 gennaio 2005

In giro per mostre

Si inizia con le Scuderie del Quirinale, per una mostra che accontenta davvero tutti: Da Giotto a Malevic, terminata il 9 gennaio, ma ancora visitabile per chi avesse voglia di spingersi fino a Mosca. Si tratta di un'antologia dell'arte a partire da quella del 1200/1300, per finire con quella contemporanea, il tutto reso un pò più particolare dal rapporto Russia - Italia, che ultimamente sembra coinvolgere quasi tutte le iniziative in campo artistico. Molto ben strutturata: nella prima sala, le icone si mescolano con le nostre grandi Madonne di stampo bizantino, pian piano avviene la divisione, nella parete di destra l'arte russa, ancora fortemente legata alla tradizione, e nella parete di sinistra l'occidente, che scopre nuove tecniche, abbraccia il reale, e cresce in modo esponenziale. La divisione resta tale fino al '700, in questo periodo la Russia degli zar si apre all'occidente, invia artisti in Italia, Francia, e nelle nazioni più ricche culturalmente parlando, i quali apprendono e copiano le opere dei grandi artisti. Molto significativo è il rapporto che viene sottolineato tra Venezia e San Pietroburgo. La mostra termina con un trionfo dell'arte contemporanea, portato in atto da grandi artisti quali, per noi, De Chirico, Morandi e Carrà, e per la Russia, Chagall, Kandinskij e naturalmente Malevic.

L'altro evento dell'inverno è Caravaggio - L'ultimo Tempo, al Museo Nazionale di Capodimonte fino al 6 febbraio. Anzitutto ci si munisce della Campania Arte Card, costa poco e da diritto all'ingresso gratuito e a molte altre facilitazioni. Niente di più sbagliato che visitare la mostra in se stessa. Si inizia, volendo proprio abbreviare i tempi, con le prime sale del secondo piano del grande museo napoletano, si prosegue quindi avanti in ordine temporale. Dopo aver visitato con la dovuta calma le prime sale, ed essere quindi arrivati in ordine cronologico intorno agli anni 1500, si sbatte proprio davanti all'ingresso della mostra, e a questo punto ci si può dare alla pazza gioia. E' il Caravaggio dell'ultimo tempo, quello che piace a tutti da morire, quello crudo, estremamente vero, con gli sfondi sempre più scuri e la luce più forte sulla scena. Ci vorrebbe un commento per ogni singola opera, che a tempo debito, se mi sarà concesso dai cari virus del mio compiuter posterò. Finita la mostra, che dicono sia piccola, ma che in realtà un'oretta e mezzo buona la richiede, si prosegue con tutto il '600 napoletano. Non mi femerei altro tempo al secondo piano, e correrei subito al primo, dove aspettano le opere dei più famosi maestri.




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8 novembre 2004

Kandinsky e l'anima russa

 

 

 

 

O forse è meglio dire l'anima russa, e se ci scappa due o tre quadri di Kandinsky ce li mettiamo. Kandinsky o meno, poco importa, perchè la mostra è veramente bella, ti invita a conoscere quel magico mondo che è la Russia e la sua arte che ne riproduce l'anima stessa. Attraverso paesaggi dominati dal silenzio, contadine così semplici e forti, i colori della festa,  e la religione. Il tutto fuso e riadattato negli stili dei del novecento, dal realismo all'impressionismo, per finire con Chagall e Kandinsky. La mostra segue un filo tematico più che temporale, ed è solo una delle tante che si sono succedute sul tema Russia, da un pò di tempo a questa parte a Palazzo Forti, da tenere d'occhio.




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